Un quadro non è mai pensato o deciso ma viene fuori man mano che il pennello vibra sulla tela per schizzarlo e la spatola per definirlo; esso segue il mutare del tuo stato d'animo e, quando ritieni di averlo completato, continua a cambiare secondo lo stato d'animo di chi lo osserva.
Il quadro vive la sua esistenza e subisce i mutamenti di umore quotidiani a cui siamo sottoposti; quindi un'opera, sia essa pittorica, grafica, sculturea, non si finirebbe mai di realizzarla, se l'autore ad un certo punto non lo stabilisse con la firma.
Vittorio Franchina